Monticchio: una panchina gigante per osservare le bellezze del Vulture e la Bramea, farfalla notturna di origini antiche

Nella parte nord–occidentale della Basilicata, nella zona pedemontana dell’antico cratere vulcanico del Vulture e a pochi chilometri dalla frazione di Monticchio Bagni, si colloca la Riserva naturale orientata “Grotticelle”.

Gestita dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Potenza, è stata istituita l’11 settembre del 1971 con decreto del Ministero dell’Agricoltura, unico provvedimento legislativo in Italia a protezione di una farfalla.

Le condizioni climatiche caldo–umide hanno favorito l’habitat ideale per la Bramea Europea, Acanthobrahmaea europae Hartig, una rara specie di falena dalle tonalità sobrie. Era la sera del 18 aprile 1963 quando il conte Friedrich Harting — studioso dei cicli vitali e delle peculiarità di differenti generi di farfalle — durante una ricognizione notturna ai piedi delle chiome del Vulture — scoprì la Bramea: unica rappresentante nel continente europeo della famiglia dei Brahmaeidae, tutti gli altri membri hanno origine asiatica. La Riserva si estende per 209 ettari all’interno del territorio di Rionero in Vulture. Un’imponente segnaletica in legno — protetta da un tettuccio e adornata da arbusti e farfalle in rilievo — apre la strada alla sentieristica interna, lunga 3,5 chilometri.

Nel mezzo del percorso, bordeggiato da corde, nascoste da una fitta vegetazione si celano delle piccole grotte, esplicative del nome dato alla Riserva: un tempo vi trovò rifugio Cesare Riccardi, abate di Cimitile, datosi alla macchina dopo l’omicidio di Alessandro Mastrilli, marchese di Crispano, che disonorò sua sorella. Nella Riserva la farfalla Bramea ha trovato un habitat più che favorevole. La pianta nutrice principale del lepidottero è il Fraxinus oxycarpa olacea. Ma la Bramea non è l’unica specie che abita queste zone. È stata registrata a la presenza di lupi, volpi, faine, donnole, ricci occidentali, cinghiali e gatti selvatici e una ricca avifauna. Tra i rapaci diurni si segnala lo sparviero e il nibbio reale.

Sulla sommità della collina, a 720 metro  sul livello del mare, divorati dalla natura vorace, i resti di un castello. La fortificazione difendeva il Vulture sin dall’epoca prenormanna. Oggi sono riconoscibili tre ambienti a pianta pseudo quadrata; al di sotto di un distrutto piano di calpestio è rinvenibile una cisterna con pareti realizzate in conci e della struttura muraria si conserva un arco acuto risalente al XII secolo. La Riserva cela un’altra singolarità, un pezzo di design in un terreno incontaminato: ad accogliere il visitatore la “Big Bench”, una gigante panchina rossa. L’installazione rientra nel progetto “Big Bench Community Project”, iniziativa no profit promossa dal designer americano Chris Bangle e da sua moglie Catherine. L’obiettivo è sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane. È grande abbastanza da indurre il senso di condivisione; è orientata verso il panorama e trasferisce l’illusione di tornare per un attimo bambini. Sullo schienale una targa riporta uno scritto di Giustino Fortunato, datato 1878: «Catene di monti sfumate e ondeggianti quasi nuvole dell’estremo orizzonte, mi davano come una vaga sensazione di quell’ignoto».

Grazia Valeria Ruggiero

Di seguito alcune foto della Riserva naturale “Grotticelle”: