In provincia di Potenza l’antico rito propiziatorio: bimbi nudi “passati” sotto ai rovi! Tra sacro e profano…

Un rito che alimenta suggestioni ancestrali, ricordi di un tempo e credenze passate che rivivono grazie alla passione e all’impegno di comunità che non vogliono e non possono dimenticare radici, origini e tradizioni tramandate di padre in figlio.

A Pescopagano, sempre con più partecipazione, ogni anno si ripete l’antico rito della “Passata”.

Dopo tanti anni in cui si è cercato di spezzare il filo che univa il popolo ai suoi usi e costumi, la rievocazione del rito è tornata in auge grazie al Gruppo Pescopagano eventi, da tempo impegnata nel recupero delle tradizioni.

Sotto lo sguardo benevolo della Madonna, all’Annunciazione, il rituale prende vita al rintocco delle campane:  i bambini del luogo e dei paesi limitrofi di sesso maschile, di età compresa tra i due mesi ed i tre anni, vengono “passati” nudi attraverso un arco, aperto longitudinalmente, ottenuto da un ramo di rovo privato di foglie e spine.

L’antico rito di origine agraria, del quale si trova testimonianza anche negli scritti di Catone, ampiamente diffuso fino al secolo scorso anche in Spagna, Inghilterra, Portogallo e Armenia, nasce dalla forte credenza popolare che questa pratica potesse preservare i neonati dall’ernia infantile e farli crescere sani e robusti.

Le ricostruzioni delle fasi cerimoniali sono state riportate, negli anni, nel libro Arco di Rovo dell’antropologo Alfonso Maria Di Nola, nelle Teche Rai e nella tesi di laurea della giornalista lucana Fernanda Schettini.

Dal 2015 la Passata rientra nel Patrimonio culturale intangibile della Basilicata.

Nello splendido scenario del Parco della Rimembranza, tutta la comunità pescopaganese si riunisce per partecipare compatta a questo nuovo inizio.

E dopo aver realizzato l’arco, mentre due persone mantengono divaricata l’apertura, i compari ricevono il bambino dalle mani della madre e lo passano, al di sopra e dentro l’arco del rovo, facendogli compiere tre cerchi, secondo la valenza magica del numero dispari.

Tra i bambini prescelti che si accingono a vivere questa esperienza unica ed emozionante, c’è chi piange, chi sorride, chi si aggrappa alle braccia del compare della spina e chi si diverte come se stesse su una giostra, tutti accomunati dallo stesso candore e dalla purezza della tenera età.

Terminato il rito, i bambini vengono avvolti in una coperta e portati da una madrina, scelta anche lei dalla famiglia come i compari, nella chiesa dell’Annunziata.

Ai piedi della bellissima statua di Maria, il bimbo viene delicatamente adagiato su un banco dove, sotto gli occhi attenti e pieni di commozione della madre, viene rivestito con amorevole cura dalla sua madrina.

Nel frattempo, il rovo nel parco viene immediatamente richiuso e rivestito con del muschio verde per evitarne il disseccamento, così da tornare a germogliare grazie alla forte e unica connessione tra la salute del bambino e la vitalità dell’arbusto.

Da alcune ricerche storiche, infatti, si evince che lo scopo della “Passata” celebrata a Pescopagano, che rientra tra i riti propiziatori eseguiti ad ogni cambio di stagione per assicurare alla collettività raccolti copiosi, fosse soprattutto quello di scongiurare l’ernia e tutto ciò che da questa patologia ne consegue, come ad esempio l’impotentia coeundi o l’impotentia generandi, problemi di virilità e fertilità degli uomini.

Resta il fatto che questa commistione fra sacro e profano, fra cristiano e pagano, emoziona e unisce una comunità fortemente convinta che preservare le proprie tradizioni possa essere un ponte solido e forte per congiungere passato e futuro.

Maria Vittoria Pinto

Di seguito alcune foto del rito della “Passata” a Pescopagano.