Balvano: il suggestivo Chiostro del Convento di Sant’Antonio da Padova, un percorso di meraviglie svelate

Balvano è un paese di circa 1800 abitanti sito nell’area nord-occidentale della Basilicata, in provincia di Potenza.

Riveste notevole rilevanza nella storia del piccolo borgo l’arrivo dei francescani.

Nel 1586, con licenza del vescovo Petrolino e con il contributo del popolo, iniziano i lavori della costruzione del convento di S. Antonio, che nel 1591 accoglie i frati minori dell’Osservanza di Principato Citra.

Rischiò la chiusura subito dopo perché costruito senza i dovuti permessi.

Nel 1607 il vescovo di Muro Lucano finalmente acconsentì a far restare i frati in paese, a condizione che il comune regolasse la posizione economica con la diocesi.

La chiesa si presenta all’esterno con una facciata lineare caratterizzata dalla presenza di un portale in pietra del XVII secolo, con stemma gentilizio, sormontato da una lunetta con affresco, raffigurante la Madonna, e nella parte superiore tre finestre rettangolari.

Al suo interno un’unica navata con zona presbiteriale delimitata, dal resto dell’aula, da un arco a tutto sesto.

Sul presbiterio, leggermente rialzato, è collocato l’altare marmoreo.

Alle sue spalle una nicchia con la statua di S. Antonio e un crocifisso ligneo.

Oltre all’altare maggiore sono presenti, sulla pareti della navata, altri sei altari laterali marmorei, tra i quali spiccano quelli con l’edicola della Madonna Addolorata e di S. Francesco d’Assisi.

Esternamente, sulla facciata posteriore, trova collocazione il campanile con un livello di finestre rettangolari su quattro lati.

Il vero cuore del convento è il chiostro: ampio cortile porticato interamente decorato da un ciclo pittorico composto da 24 lunette di cui una raffigura S. Francesco che riceve le stimmate, un’altra raffigura una santa francescana e le altre ventidue raccontano i momenti salienti della vita di S. Antonio da Padova (patrono di Balvano, festeggiato il 13 giugno).

Gli affreschi del chiostro furono attribuiti in un primo momento a uno degli artisti locali, Giovanni de Gregorio detto Pietrafesa.

Tuttavia il Pietrafesa morì nel 1636, sembra invece che gli affreschi furono terminati nel 1693, data scolpita sul portale del convento, quindi è escluso che ne sia l’autore.

Pare che siano opera di Girolamo Bresciano da Pietragalla, autore di svariate opere, tra i numerosi discepoli del Pietrafesa, quello che stilisticamente gli è più vicino.

L’arco di accesso al chiostro è affrescato con una “Pietà”, mentre il sottoarco illustra l’emblema di Cristo con due angioletti.

La volta a crociera del chiostro è affrescata con storie della vita di S. Francesco, episodi del vecchio e nuovo testamento e angeli.

Vi sono poi quattro ovali sugli angoli del chiostro che mostrano le quattro virtù.

Giusy Bovino